La moka
Nel 1933 arrivarono sul mercato le prime moka: brevettate da Alfonso Bialetti, consentivano di preparare un ottimo caffè a casa. Nella caldaia (la parte inferiore della moka) l’acqua entra in ebollizione e, sotto la spinta del vapore, attraversa il caffè contenuto nel filtro e raggiunge il bricco. Il filtro va riempito senza pressare il caffè, l’acqua va inserita fino alla valvola e la fiamma va mantenuta bassa. Il fuoco va spento prima che la moka cominci a gorgogliare, dato che il caffè dagli aromi più raffinati sgorga a circa 60/65 gradi: è cioè la prima porzione a uscire dalla moka. Successivamente, avvicinandosi la temperatura di ebollizione, si sviluppano gli aromi più sgradevoli che ne compromettono il gusto, rendendolo più amaro e bruciato. La minor quantità di caffè derivante (se ne scarta circa il 20%) sarà ampiamente compensata da una qualità superiore. Spento il fuoco, il caffè va mescolato prima di versarlo in tazza, in modo da equilibrare le diverse porzioni. Con la moka, il risultato in tazza ha un gusto forte, deciso, concentrato; il corpo è medio e l’aroma piuttosto intenso.

